Giornata di mobilitazione oggi, 27 febbraio, dove la UIL FPL ha indetto uno sciopero generale per denunciare una situazione definita “non più sostenibile” per il personale sanitario e tecnico-amministrativo.
Al centro della protesta, la grave e cronica carenza di personale, che da anni, secondo il sindacato, mette sotto pressione reparti e servizi, con carichi di lavoro in costante aumento e ripercussioni evidenti sul benessere psicofisico dei lavoratori.
Nuova Pediatria, stessi organici
Tra i punti più critici evidenziati dalla UIL FPL PADOVA, l’apertura della nuova Pediatria: una struttura moderna di otto piani, estesa su una superficie di poco inferiore ai 20 mila metri quadrati e con 150 posti letto. Un ampliamento significativo rispetto alla precedente palazzina di quattro piani, ma che, denuncia il sindacato, sarebbe stato avviato senza un adeguato incremento dell’organico.
“Non è pensabile, sottolinea la UIL FPL che una struttura di tali dimensioni possa funzionare con lo stesso personale della vecchia Pediatria. Questo significa aumentare ulteriormente i carichi di lavoro e il rischio di stress lavoro-correlato”.
Accorpamenti e nuovi orari: cresce il malcontento
Ulteriore motivo di tensione riguarda le recenti riorganizzazioni interne e l’accorpamento di più unità operative complesse, anche di discipline non sempre omogenee tra loro. Un riassetto che, secondo il sindacato, sta generando criticità organizzative e disorientamento tra gli operatori.
Emblematico il caso delle Radiologie: dal 1° marzo entrerà in vigore un nuovo orario di lavoro che sostituirà il precedente turno di 7 ore e 12 minuti, che consentiva una migliore conciliazione tra vita privata e professionale, con un sistema articolato su sei ore per sei giorni settimanali, con alcune giornate di recupero fino a 12 ore consecutive.
Una modifica che, secondo la UIL FPL PADOVA, non avrebbe tenuto adeguatamente conto dello stress lavoro-correlato e dell’impatto sulla vita familiare dei dipendenti. “Questi cambiamenti incidono profondamente sull’equilibrio tra lavoro e famiglia, evidenzia il sindacato, aumentando il disagio e la fatica di professionisti già provati da anni di sotto-organico”.
Inoltre, molti lavoratori non hanno potuto partecipare allo sciopero pur avendone espresso la volontà, poiché in tantissimi sono stati precettati per garantire i servizi essenziali: una scelta che, a fronte della già grave carenza di organico, ha impedito a una parte significativa del personale di aderire alla mobilitazione come avrebbe desiderato.
Parcheggi e servizi: problemi mai risolti
Tra le criticità segnalate anche la questione parcheggi, definita “cronicizzata”: meno posti disponibili e nessuna soluzione strutturale all’orizzonte, nonostante le ripetute richieste dei lavoratori.
Rapporti sindacali e contratto
La UIL FPL denuncia inoltre la chiusura dei canali comunicativi da parte dell’amministrazione uscente, che avrebbe motivato tale atteggiamento con la mancata firma, da parte del sindacato, dell’ultimo contratto del comparto sanità 2022-2024. Una scelta che, avrebbe di fatto escluso oltre mille lavoratori iscritti dall’essere pienamente patrocinati e rappresentati.
Un messaggio alla nuova amministrazione:
“La mobilitazione di oggi – è stata una manifestazione contro un’amministrazione uscente divenuta sorda ai problemi dei lavoratori. Ma è anche un messaggio chiaro alla nuova amministrazione entrante: c’è da lavorare, e molto, a partire dal benessere organizzativo, che questo sciopero ha dimostrato essere gravemente carente”.
Il sindacato chiede l’apertura di un confronto improntato alla collaborazione e alla comunicazione, ribadendo di non avere alcuna intenzione di arretrare nella tutela dei lavoratori, “stanchi e stremati” dopo anni di sacrifici.
Sul tavolo resta anche il tema dell’emorragia di personale verso altre strutture sanitarie. “Se non si interviene rapidamente – il rischio è quello di un’ulteriore migrazione cronica di professionisti, con la concreta possibilità che l’ospedale si ritrovi senza personale sanitario sufficiente a garantire le cure necessarie alla sanità padovana”.
Lo sciopero del 27 febbraio rappresenta dunque un punto di svolta nel confronto tra sindacato e vertici aziendali, in attesa che la nuova Amministrazione raccolga l’appello e riapra un dialogo che i lavoratori considerano ormai indispensabile.